"C' è un bambino che da una finestra ride a un cane che è saltato su una tettoia per mordere un pezzo di polenta caduto a un muratore che dall' alto dell' impalcatura ha esclamato: Gioia mia, lasciami intingereé - a una giovane ostessa che solleva un piatto di ragù sotto la pergola, contenta di servirlo all' ombrellaio che festeggia un buon affare, un parasole di pizzo comprato da una gran dama per pavoneggiarsi alle corse, innamorata d' un ufficiale che le ha sorriso nel saltare l' ultima siepe, felice lui ma più felice ancora il suo cavallo che volava sugli ostacoli vedendo volare in cielo un francolino, felice uccello liberato dalla gabbia da un pittore felice d' averlo dipinto piuma per piuma picchiettato di rosso e di giallo nella miniatura...".Le città invisibili di I.Calvino.